INTERVISTA A DRAGAN BOSNJAK, LEAN THINKER

Image courtesy of Salvatore Vuono by freedigitalphotos.net

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Torno a parlare di lean thinking ma stavolta con un ospite, in una delle mie insolite interviste. Infatti oggi siamo in compagnia, almeno virtualmente, di Dragan Bosnjak, ingegnere esperto di lean, blogger di successo (lo trovi su encob.net) e, devo dire, persona molto disponibile, anche se lo conosco solo tramite interazioni con il suo sito e con i social network (vedi a cosa servono i commenti, in quello spazietto sotto alla fine di ogni articolo? vacci anche tu, forza…). 

Dragan abbraccia il pensiero snello totalmente, questa è la sua forza; non si limita a raccontare come funzionano gli strumenti ma ti spiega perché, cos’è che muove organizzazioni e persone verso l’obiettivo del miglioramento. Se vuoi conoscere il lean thinking, devi conoscere il suo sito. Anzi mi permetto di consigliarti il suo ebook “Progettare, costi & valore” perché in una novantina di pagine dense di concetti ed esempi numerici pratici, ti porta a capire come devi ragionare per condurre un progetto di miglioramento e innovazione della tua azienda, su quali concetti soffermarti per ottenere dei guadagni immediati e di lungo termine dai tuoi processi, in breve, come fare e dove sta la differenza.

Sentiamo allora direttamente l’ospite di oggi.

photo1Quale è la prima cosa che fai appena entri in azienda da consulente? 


La prima cosa che faccio? Dipende dall’azienda all’azienda, da quello che conosco di esse e dalla natura del lavoro che mi viene affidato di fare. Generalmente però la prima cosa è una riunione breve con chi mi aveva chiamato, e poi chiedo al mio interlocutore di andare a fare un giro, un “gemba walk” nel reparto o dove l’azienda crea il suo valore. Non mi piaciono tante chiacchere “politiche”, preferisco buttarmi subito sul pezzo per risolvere il problema che l’azienda ha.

Per chi non ha esperienza, come si inizia quando un’azienda ti chiama per ottimizzare un processo?


Penso di aver già risposto alla domanda nella risposta precedente: capire quale è il problema che deve essere risolto e aiutare a chi deve risolverlo facendolo pensare con la propria testa, dopo aver osservato il processo che lo ha creato. Da consulente non puoi imporre le tue soluzioni, tu sei un estraneo al processo e all’ambito social-culturale dell’azienda, ma quello che puoi fare è aiutare a chi vive nel processo tutti i giorni a vederlo con altri occhi, che poi gli permetterebbero di vedere anche i problemi in esso e le possibili strade per risolverli migliorando l’azienda nel suo complesso.

Come ti comporti quando l’imprenditore crede di non avere problemi?


Gli stringo la mano, mi complimento con lui, e poi vado nelle aziende che sono consce di averli. Perché perdere del tempo con chi non ha voglia di migliorare? Se sta bene così, anche a me va bene che lui la pensi così. Tanto dopo sarà il mercato a dargli la battosta e a dimostrargli che TUTTI ABBIAMO PROBLEMI e che nessuno è immune ad essi.

Da dipendente puoi agire lo stesso come farebbe un consulente senza sentirti una semplice rotella dell’ingranaggio? Come?


Puoi farlo, ma è più complicato. La mia strategia è quella di influenzare quelli intorno a me, a migliorare ciò che sto facendo personalmente e nel piccolo gruppo circostante di persone, per sperare poi che qualcuno se ne accorgerà delle pratiche e metodi che utilizzi per diffondergli ad altri. Questo se l’azienda è tradizionale con management che non sa cosa sia il lean. Se l’azienda invece è lean, tutto risulta più semplice in quanto l’eccellenza a livello locale è richiesta e incoraggiata, all’interno dei limiti e obiettivi globali posti.

Quali ritieni che siano i concetti lean immediatamente applicabili a chi avvia una startup?


Un bel libro che consiglio di leggere a proposito delle startup è The Lean Startup di Eric Ries. Li troverai tutte le cose essenziali che devi sapere per partire bene con una startup.

Quando digito un termine del lean thinking in italiano il tuo sito compare sempre tra i primi posti. Come hai ottenuto questo successo?


Non è un successo grande secondo me. In italiano ci sono pochi siti che parlano del lean, e siccome per anni ho pubblicato articoli su centinaia di termini e definizioni e concetti lean, anche i motori di ricerca se ne accorgono e ti consideranno una fonte affidabile e di qualità. E il tuo sito salta in alto nelle classifiche.

Il blog ti aiuta nell’affermare la tua autorità nel campo? 


Certo, anche se per me il blog era partito, ed è tuttora, solo un mio “promemoria” su quello che studio, imparo e applico tutti i giorni nel lean. Molte aziende cercano di nascondere il loro “know-how” pensando di saperne qualcosa in più degli altri, io invece no, cerco di condividere, influenzare, accrescere la conoscenza collettiva del lean, così che tutti potessero approfittarne e migliorare in questo modo non solo le loro aziende ma anche la società nel suo complesso.

Ti ha mai aiutato a trovare un lavoro oppure un incarico?


Certo, più volte. ;)


Consiglieresti di aprire un blog a chi si sente di poter dare un contributo alle attività degli altri?


Non è il blog che aiuta, ma è quello che vi scrivi che può influenzare e far partire un dialogo, dibattito, che poi porta alla riflessione sul tuo stato attuale e a cosa poter pensare di fare per cambiarlo verso un stato futuro migliore. Il blog lo devi gestire con uno scopo ben preciso, e non puoi aspettarti di diventare ricco con esso, se ci guadagni abbastanza per renderlo indipendente economicamente con la vendita degli ebook ad esempio è già un risultato buono. Se sei sicuro di ciò che vuoi offrire agli altri, della tua mission, allora il blog ti aiuta in maniera importante, se non lo sai, meglio che ti chiarisci bene le idee e cerchi di capirlo.

In che modo oggi si potrebbe diffondere una maggiore sensibilità verso i temi della qualità e del miglioramento?

L’Italia è un paese difficile per questi temi. Gli imprenditori per la maggior parte credono di sapere già tutto su questi temi, pensano di fare qualità. Ma nella maggior parte dei casi, quando scavi sotto, trovi che non c’è neanche la conoscenza dei fondamentali di quello che si fa, si copia quello che si è sempre fatto senza pensare o capire il perché. E qualità si migliora proprio con la conoscenza approfondita di quello che fai. Il mio consiglio a tutti coloro che vogliono diventare il “world class” è di fermarsi a capire tutte le sfumature del proprio prodotto, di capire come si è messi rispetto la concorrenza, e poi di studiare i modi per superarla. Semplice da dire, difficilissimo da realizzare nella realtà, in quanto richiede anni di dedizione e comprensione profonda degli aspetti che prima davi per scontati. Nel business non c’è niente di scontato, tutto ha il suo perché, e il nostro compito è di capirlo e di trarre le giuste conclusioni su come potresti cambiare la realtà. Quindi l’unica domanda che ogni imprenditore deve chiedersi è: Perché sto facendo questa cosa in questo modo? Esiste un modo migliore?

Stessa domanda per la sicurezza sul lavoro, come far percepire un aspetto così delicato senza farlo percepire come una serie di carte da sbrigare?

Sicurezza e lean sono intimamente collegate, io non le separo mai. Vanno insegnate insieme in quanto chi vuole l’eccellenza nel processo non può raggiungerla facendo, ad esempio, lavorare le persone a 10m di altezza senza dovute precauzioni…

Ho lavorato nelle costruzioni ed ho studiato le applicazioni del pensiero snello in questo settore che ha radici abbastanza antiche e tradizioni difficili da mettere in discussione: vedi possibile l’integrazione dei concetti lean? Da dove partiresti? 

Nelle costruzioni? Partiamo dal concetto fondamentale: lean è applicabile dappertutto, ovunque ci sono dei processi che vanno gestiti. Quindi la costruzione, ovviamente, può essere migliorata moltissino con il lean. Da dove partire? Direi proprio dai processi e dal cosa rappresenti il valore, non per l’azienda costruttrice ma per il cliente finale, quello che paga per una casa per intenderci. Vuole che la casa sia finita in due mesi? Bene, cosa possiamo fare per farlo in quel tempo senza diminuire la qualità della costruzione? Ho assistito a molti interventi di costruzione dove l’azienda costruttrice, in persona del suo padrone, che una volta firmato un appalto fa di tutto per allungare il più possibile il lavoro per continuare a ingannare il povero cliente e tirargli fuori più soldi possibile. Non proprio un esempio di qualità e soddisfazione del cliente, vero? Ed è una cosa che, purtroppo, in Italia capita molto spesso.

Come vedi le aziende italiane?

Male. Non che sono pessimista, anzì. Il problema è che in Italia c’è poca cultura dell’imprenditorialità VERA, della ricerca dell’eccellenza non solo rispetto al proprio vicino di casa ma a livello mondiale. Di questi esempi ne vediamo purtroppo veramente pochi, ed è per questo che la vedo male. In un mercato globalizzato, non puoi guardare solo nel tuo orticello, devi confrontarti con chi è il meglio del tuo settore nel mondo, e cercare di affrontarlo a viso aperto e con soluzioni innovative e di qualità. Se non hai questa mentalità corri il rischio di finire molto male. Ed è quello che succede a molti in questi anni di crisi prolungata. Non eri al top, allora smetti di investire, smetti di migliorare, pian pianino inizi a perdere tutti i tuoi clienti a scapito di un concorrente estero che è stato più bravo di te a capire queste cose prima di te e ha avuto il coraggio di agire per migliorarsi. Fermando gli investimenti, fermi anche i miglioramenti. Si tratta di una spirale negativa, molto difficile, se non impossibile da fermare. E ne è una dimostrazione anche lo stato Italia, che adesso paga per decenni di ignoranza e arroganza politica, che all’inizio, quando le cose andavano bene per tutti, non sembravano tanto dannose, ma adesso, che le cose non vanno così tanto bene, si stanno mostrando in tutta la propria luce negativa. E non si vede, purtroppo, una via d’uscita…

Hai esperienze del Sud Italia?

Lavorative no, solo qualche viaggetto qua e là.

Visto che sarà difficile mangiare una pizza insieme stasera, verrai mai a fare le vacanze in Salento?

Grazie per l’invito, ma a breve non pianifico una visita in Salento, ma quando capita, molto volentieri. Lo stesso vale per te se decidi di venire qua sù 😉

16. A quale domanda ti piacerebbe rispondere? 

Quando è che i politici smetteranno di litigare e si metteranno a lavorare insieme per il bene a lungo termine del paese? (la risposta più probabile: mai…)

Salutoni e buon lavoro Come vedi Dragan non si risparmia nell’elargire preziosi consigli, ma è nella filosofia Lean, desiderare la crescita altrui con generosità. Condividi questa intervista se ti è piaciuta, possiamo diffondere una nuova mentalità di lavoro.

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