IMPARIAMO A OTTIMIZZARE IL TEMPO DI STUDIO

 

Immagine tratta da Google Immagini

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Sai qual è l’aspetto più importante dello studio? Ci sono tecniche di memoria, ci sono le mappe mentali per schematizzare le parole chiave con le loro diramazioni, c’è chi riesce a leggere più o meno velocemente.

Quello che però è fondamentale capire è però che l’apprendimento inizia prima di aprire un libro, forse anche prima di sederti.

Sto parlando del rilassamento. Perché se non sei tranquillo, senza stress, senza ansia, tutto quello che farai è sprecare tempo e fatica a cercare di farti entrare in testa un mare di nozioni, cercare di imparare procedure complesse, memorizzare un sacco di parole straniere, senza che poi tutto questo materiale riesca a trovare il suo giusto spazio nella mente per essere tirato fuori al momento opportuno.

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È un’esperienza che vivo tutti i giorni, perché studio tutti i giorni dovendo restare aggiornato per lavorare o per cercare nuove opportunità (in questo periodo, più la seconda); ed anche quando il desiderio di capire, imparare, possedere quella specifica competenza è fortissimo, quando ti stai già vedendo come l’esperto di una materia perché hai trovato il materiale giusto da studiare, se non sei nell’opportuno stato di calma, sarà difficile che tu riesca ad assimilare qualcosa da poter utilizzare a tuo vantaggio.

Invece se sarai ben rilassato, le tue prestazioni durante lo studio saranno stupefacenti e ti chiederai come mai il giorno prima hai perduto tanto tempo a capire un concetto che invece oggi hai assimilato con poco sforzo

No, in realtà ti volevo introdurre ad un metodo di rilassamento che ho letto tanti anni fa su un libro, che in realtà parla di uno sport tutt’altro che rilassante, scritto da un grande coach di pallacanestro e che fa riferimento ad un personaggio al quale non assoceresti di certo il termine rilassamento, ma che, a pensarci bene, nella sua vita da sportivo deve aver avuto tanta lucidità di pensiero prima di realizzare azioni memorabili.

E per azioni intendo tiri in sospensione, schiacciate, finte e assist che nessuno, non solo quelli della mia età, dimenticherà.

Sto parlando del libro “Basket & Zen” di Phil Jakson. Non sai chi è? È l’allenatore che con i Chicago Bulls ha vinto 4 o 5 titoli NBA consecutivi negli anni novanta. E il giocatore più citato nel libro è ovviamente

… Scottie Pippen!

Lo puoi vedere nella foto della copertina sopra mentre parla appunto con l’autore del libro. Per quanto riguarda numero di titoli, date e nomi ti lascio comunque il compito di andare a verificare…

Nel suo insistere sulla consapevolezza e importanza della meditazione, l’allenatore spiega esattamente l’approccio fornito ai suoi giocatori da un esperto:

”siediti su una sedia con la spina dorsale dritta e gli occhi bassi. Focalizza l’attenzione sul tuo respiro, come sale e come scende. Quando la mente comincia a vagare (cosa che farà ripetutamente), prendi nota della fonte della distrazione (un rumore, un pensiero, un’emozione, una sensazione corporea), poi torna lentamente a concentrarti sul respiro. Questo processo di annotare pensieri e sensazioni, per poi far tornare la concentrazione sul respiro, viene ripetuto per tutta la durata della seduta. Sebbene la pratica possa suonare un po’ noiosa, è da sottolineare come ogni esperienza, inclusa la noia, sia interessante quando diviene oggetto di una indagine attimo per attimo.”

Si consiglia poi di eseguire regolarmente questa pratica in modo da familiarizzare con i sentimenti di calma e armonia e allontanare via via quelli di ansia e paura.

So cosa stai pensando. Ecco un altro sito Zen che racconta di esperienze ascetiche o cose del genere.

Ma il fatto che questi esercizi siano stati usati nel mondo reattivo, competitivo e stressante della NBA dovrebbe convincerti che l’argomento è molto più concreto di quanto pensi.

Personalmente, trascorsi più di dieci anni dalla lettura di questo libro, uso ancora questa pratica quando ho bisogno di calmarmi e ritrovare un po’ di concentrazione.

Se poi, ti addormenti, sappi che anche Bill Cartwright, altro giocatore dei Bulls di quel tempo, affermò che gli piacevano quelle sedute perché gli davano occasione per fare un riposino. Quindi non sottovalutarti.

Ti ho già detto quanto è importante studiare e migliorare anche da grandi ma per rendere il tuo studio più produttivo lo stato di calma è il punto di partenza.

Alla prossima.

Un’ultima cosa. Il libro, edito dalla Libreria dello Sport, è ancora disponibile se fai una ricerca su Google. Se ti capita, leggilo, offre ottimi spunti sul team bulding e sulla gestione delle persone. Fammi sapere nei commenti cosa ne pensi e, se l’articolo ti è piaciuto, condividilo nei tuoi social network.

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