IL PIÙ GRANDE MOTIVATORE

C’è qualcuno a cui penso sempre quando sento parlare di motivazione. Ci sa fare con gli altri, è brillante e sa tirare fuori il meglio da chiunque, anche da chi si sente attaccato, deriso, criticato.

Si chiama Timoteo, è un topolino, e non è così famoso quanto il suo amico del cui successo è l’artefice.

Il suo amico si chiama Dumbo, sì l’elefantino Disney che sapeva volare grazie alle sue grandi orecchie, prima oggetto di derisione.

I due stringono amicizia nel circo dove entrambi lavorano; la mamma di Dumbo era stata chiusa in gabbia perché si era infuriata nei confronti di alcuni ragazzi che prendevano in giro il figlio e così Timoteo cerca di tirare su il morale del triste elefantino; lo porta a trovare la mamma, lo fa giocare e lo fa ballare: sa quali sono le esigenze del suo amico e sa come prenderlo per renderlo felice.



Una notte i due si addormentano insieme e la mattina successiva si ritrovano su un albero. Timoteo capisce che Dumbo, in sogno, grazie alle sue orecchie, era riuscito a volare sull’albero.

Siccome l’elefante, una volta cosciente, non ha il coraggio di riprovare a volare, Timoteo si fa prestare una piuma da alcuni corvi dicendo a Dumbo che grazie a questa sarebbe stato in grado di volare; infatti Dumbo riesce a volare e lo fa grazie alle sue orecchie anche se è ancora convinto che era il potere della piuma. Timoteo era riuscito a far utilizzare a Dumbo la sua forza, a trasformare un suo difetto in un grande potere, ma non è tutto.

ImmagineQuando poi Dumbo, al circo, si tuffa e in aria perde la piuma è completamente smarrito, crede di non poter volare e inizia a precipitare. È sempre Timoteo a urlargli la verità cioè che ha il potere di volare, ma grazie alle sue orecchie. Dumbo allora forte di questa nuova convinzione inizia a volare, nello stupore di tutti.

Timoteo è l’artefice del successo del suo amico: dapprima gli svela il suo potere con l’uso di un rinforzo che gli fa provare l’ebrezza di possedere un dono, una qualità. In questo modo il “discepolo” è portato a verificare la fattibilità di qualcosa, a provare lo stato d’animo in cui ci si trova quando si fa qualcosa che non si sarebbe mai immaginato di fare.Immagine

“È possibile”, “sono proprio io a farlo”, penserà.

Provando una sensazione, la si fa propria e si ha il desiderio di provarla ancora.

Successivamente gli svela il segreto: una qualità non deriva da nessun talismano ma soltanto dalla capacità di rompere i condizionamenti che abbiamo, che ci inculca l’ambiente in cui viviamo (un elefante non potrà mai volare). Inoltre tale capacità deriva da quello che apparentemente è un difetto per il quale si viene addirittura presi in giro. Chiunque può riuscire in un impresa a patto di provarci, impegnarsi con tenacia e senza tornare indietro dopo le prime critiche.

C’è una favola che ha insegnato qualcosa anche a te? Fammelo sapere nei commenti, alla prossima.

2 pensieri su “IL PIÙ GRANDE MOTIVATORE

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