Come evitare un burrone alla Wile Coyote… ed il masso che ti cadrà addosso subito dopo

Secondo me Wile Coyote si sbagliava. Bella scoperta! mi dirai, non riusciva mai a prendere Road Runner. Ma hai mai pensato a perché non lo prendeva?

Sì d’accordo, aveva delle idee un po’ particolari ma io fin da bambino mi incavolavo per un altro motivo: la mancanza di persistenza di Wile.

Sì perché, non dirmi che lo notavo solo io, ma lui ci provava una volta sola con ognuno dei suoi progetti!

wile-coyote-wallpaper

A cosa serve avere un’idea, un progetto, un piano, se poi ti fermi al primo fallimento?

Da piccolo pensavo continuamente: e se ci riprovasse, magari con un po di fortuna in più, non è detto che quella molla non possa funzionare la prossima volta.

E poi questo pensiero mi seguiva anche dopo, e pensavo e ci ripensavo.

Ed ora mi ritorna in mente! Perché? Perché nel mondo della produzione o della ricerca e sviluppo, è più o meno la stessa cosa.

Non puoi bocciare una teoria perché alla prima applicazione non ha funzionato come ti aspettavi.

Mi sono sempre chiesto: ma se Willie il Coyote ci riprovasse subito dopo, con lo stesso arnese, razzo, molla, deltaplano che sia, non potrebbe succedere che la prossima volta quella pietra non ci sia, che quel burrone si trovi un po’ più in là; insomma che tutta quella sfiga qualche volta potesse voltarsi dall’altra parte?

E non è solo fortuna o sfortuna…

Prova a seguirmi.

Se hai una teoria o un’idea pratica che pensi possa permetterti di raggiungere un risultato, cosa fai? Se sei abituato al rischio almeno quel tanto che basta da rischiare 2 Euro per un grattaevinci, e credi in te stesso quel pochino che ti basterebbe per parlare davanti ad un pubblico di tre persone in un bar…

…allora ci provi: o ti va bene, o ti va male.

Se ti va bene fermati qui, mi fa piacere che tu abbia aperto il link a questo post, ti invito a leggerne di altri ma ora devo parlare dell’opzione che non ti interessa. (Se poi pensi che un domani potrebbe succedere anche a te di sbagliare, allora sei autorizzato a continuare).

Se invece ti va male hai due possibilità:

dici che la teoria era sbagliata, che avevano ragione a dirti che cambiare è sbagliato, che avresti fatto meglio ad ascoltare il collega, il capo, l’apprendista, lo zio, che ti diceva che non funzionerà mai,

oppure, e qui viene il bello…

fai tesoro di quello che è successo.

Come? Cercando di capire che margine hai per cambiare qualche parametro, qualche grandezza fisica, qualche strumento.

Ti faccio qualche esempio?

Se stai costruendo un castello di carte (esempio utilissimo!) e crolla dopo il primo piano, prova a chiudere la finestra, può essere che la corrente d’aria ha influenzato il tuo lavoro; non è detto che l’idea di costruire un castello con le carte sia impossibile da realizzare.

castelli_di_carta

Immagine presa da qui: http://yaqui.forumfree.it/?t=63684170

Il mondo della produzione è pieno di esempi a riguardo, di tentativi fatti cambiando le condizioni di partenza, i parametri delle macchine, i materiali, gli strumenti.

Eppure tanti di noi si fermano ancora al primo tentativo con la famosa frase, “questo non funziona”.

Siamo così chiusi mentalmente? siamo così pigri per tentare un’altra volta?

Se non è così, allora fai una cosa:

la prossima volta che devi tentare una nuova strada o sperimentare una nuova teoria, perché te lo chiedono, ti obbligano o lo vuoi tu, segui questi piccoli passi:

scrivi da dove stai partendo: tutti i particolari sono importanti, tutte le condizioni al contorno, tutti i parametri che stai regolando, le grandezze fisiche che riconosci immediatamente, l’ora e il giorno, anche il tuo stato d’animo, a seconda di cosa stai provando a fare;

se sbagli, cambia un solo parametro che ti sembra influisca immediatamente sul risultato finale, anche di molto, in modo che tu ne possa apprezzare facilmente gli effetti;

se ottieni dei miglioramenti, aggiusta il tiro regolando il parametro che hai già provato a cambiare;

se i risultati del punto precedente non ti soddisfano o ti rendi conto che il parametro che avevi individuato non influisce minimamente sul risultato finale, riportalo al valore di partenza e riprova ad eseguire il test, cambiando un altro parametro; ricorda: sempre un parametro alla volta, per studiarne gli effetti.

è banale? Forse, ma sento troppo spesso, ad esempio nelle aziende, nell’educazione dei figli, nello sport, che ci si ferma sempre al primo tentativo ogni volta che si prova a migliorare qualcosa:

un nuovo canale di marketing da sfruttare, un nuovo processo produttivo, una cattiva abitudine da eliminare (o una buona da prendere).

Ci vuole pazienza, umiltà e apertura verso le idee degli altri, e tanta perseveranza.

Quindi, se anche tu ricordi con affetto quegli indimenticabili episodi di Wile Coyote, pensa a due cose:

quanto, ad oggi è accettata, e praticata, la cultura dell’errore nelle aziende o nella scuola e quanto è importante per crescere?

non fermarti al primo tentativo ma riprovarci, in condizioni diverse.

Magari ne parliamo nei commenti.

Alla prossima

L’immagine di Wile Coyote è presa da Google immagini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *