COSA NON E’ LEAN

Se fai una ricerca sul mio blog nella categoria lean, troverai dei piccoli spunti su cosa significa, in ambito aziendale, questa parola; in modo molto semplice, certo, e secondo la mia esperienza.
Volevo portarti alcuni esempi di cosa invece per me non è lean:

ABBIAMO SEMPRE FATTO COSÌ, STAVAMO TANTO BENE PRIMA
Questo lo abbiamo sentito o detto tutti in azienda: perché toccare qualcosa che funziona così bene?
La risposta è sicuramente: perché può funzionare meglio; perché si può ottenere lo stesso risultato in meno tempo, con meno risorse, in altre parole, con meno sprechi.
Ho visto un sacco di nasi storcersi tra capisquadra, operai, fornitori, quando qualche ingegnere o l’imprenditore stesso è venuto con l’intenzione di provare qualche innovazione nel processo produttivo o logistico, con l’idea di migliorare la qualità del prodotto o servizio o ottenere delle riduzioni di sprechi.




Sicuramente molte innovazioni ti portano a errori e perdite anche importanti, ma personalmente ho assistito anche a molte vittorie; tali da cambiare il volto a prodotti che solo il giorno prima sembravano perfetti ma che, dopo tanti tentativi, presentavano livelli di performance da far dimenticare le precedenti prestazioni. Ed ho visto anche gli stessi nasi storti, raddrizzarsi all’improvviso e i proprietari di quei nasi comportarsi come se le novità nel prodotto ci fossero sempre state o che fossero sempre stati d’accordo nel cercare nuove strade per migliorare.
TU SEI UN OPERAIO, RESTA AL TUO POSTO
Ebbene sì, detta in maniera diretta o per interposta persona, ho sentito anche questa frase.
No, non va bene. Ogni persona che lavora in azienda ha il suo Know How e deve, occhio “deve”, esprimere il suo parere, tentare, sbagliare e fare errori. Nessuno conosce meglio il lavoro di chi lo fa tutti i giorni; e non è solo la procedura così come scritta sulle pagine del sistema qualità, sono quei trucchetti che conosce solo l’operaio, a fare la differenza; quest’ultimo non deve essere geloso delle sue idee ma condividerle con gli altri operatori, con gli altri reparti, con i fornitori e l’imprenditore non deve temere questo sano atteggiamento, perché solo dalla condivisione si ottengono nuove idee.
Ora, difficilmente questo blog, o altri sulla stessa tipologia, verrà letto da imprenditori o operai, ma quello che un operatore “di mezzo” come me può fare, è di osservare attentamente come si svolgono le operazioni e riportare tutto sull’enciclopedia dell’azienda; chiamo così qualunque pezzo di carta, database, foglio di lavoro esistente nel reparto, perché non è meno importante dei libri con copertine eleganti che abbiamo nelle nostre case; c’è molta dignità nei contenitori delle idee che vengono fuori sul posto di lavoro e tutti dovrebbero frequentare la prima linea, stare accanto a chi lavora sulle macchine, carpire i segreti della produzione e ascoltare l’operaio.
Insomma, se proprio deve stare al suo posto, andiamoci noi dall’operaio!
TU NON SAI ADDESTRARE, SEI TROPPO GENTILE CON LE PERSONE CHE LAVORANO CON TE
Sì d’accordo, forse molti intenderebbero che ad essere troppo buoni alle volte ci rimetti; che bisogna avere un carattere forte ed un pugno di ferro per governare un’impresa o anche un singolo reparto.
Che non ci si deve lasciar coinvolgere in scherzi e battute, perché poi non si viene presi sul serio o non si viene rispettati.
Io penso che sicuramente si deve mantenere il rigore e la serietà sul posto di lavoro, ma si possono dire e impartire tutte le direttive senza alzare la voce e con estrema gentilezza. C’è già tanta scortesia nel traffico cittadino, nelle file alla posta, anche allo sportello per la verità, e addirittura in Parlamento; perché rovinare il clima in un posto in cui passiamo, vada bene, 8 ore ogni giorno?
Sono sempre dell’avviso che, oltre che per far bella figura con Babbo Natale, bisogna essere semplicemente tutti più buoni.
NON È PER NOI, SIAMO TROPPO PICCOLI, GRANDI, LAVORIAMO PER COMMESSA, LOTTI GRANDI, PICCOLI.
Certamente una di queste sarà l’opposizione che almeno una volta nella vita bisogna sorbirsi quando si cerca di portare un’innovazione. Questa sensazione di essere speciali, che alla nostra realtà non si applica, è molto diffusa. Non riguarda solo l’applicazione della filosofia Lean ma di qualsiasi innovazione che comporti un minimo di cambiamento rispetto a “come si stava bene trent’anni fa”; ecco allora che scopri come un artigiano con due operai non potrà mai avere incidenti sul lavoro, perché queste cose accadono nelle grandi acciaierie; che il Lean Thinking non si può applicare in edilizia o in sanità perché è nata in Toyota; che un piccola fabbrica non inquina e non trarrà nessun reale beneficio dalla riduzione di sprechi energetici…
A te cos’è capitato di sentire? Raccontamelo nei commenti.
Alla prossima.

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