SE CONOSCI LE FORME DI PERFEZIONISMO… POI LE EVITI

Il perfezionismo è utile quando devi realizzare qualcosa e vuoi che sia… perfetta! nel senso che chi vede una tua opera (la compra, la usa, la giudica) deve percepire il tuo impegno nel realizzarla e di soddisfare in pieno i requisiti.

A volte però il perfezionismo può essere un’arma a doppio taglio, ossia, se aspetti che il tuo prodotto/servizio sia perfetto, puoi perdere occasioni e tempo preziosi perché la tua creazione potrebbe essere in ritardo rispetto alle esigenze del mercato.perfezionismo

Aspettare che tutto sia perfetto può farti perdere quell’attimo giusto e qualcun altro potrebbe approfittarne.

Ma oltre all’ambito business, ci sono ambiti della nostra vita in cui il perfezionismo ci può realmente bloccare.

Quello che voglio fare in questo post è farti riflettere su quante forme può assumere il perfezionismo, a volte molto difficili da smascherare.

L’elenco non sarà completo proprio perché penso che le forme siano davvero tante, ma metterne in luce qualcuna può darti lo spunto per cercarne di altre, ed evitarle.

La smania di piacere a tutti

è una forma di perfezionismo sempre in agguato in quanto siamo sempre sotto gli occhi, e sotto il giudizio, di altre persone: dai nostri genitori, ai nostri insegnanti, dai nostri amici ai nostri famigliari, figli compresi, dai datori di lavoro ai clienti.

Non è facile districarsi tra tutto quello che gli altri si aspettano da noi anche perché le aspettative potrebbero essere in contrasto tra loro.

Non ci sono formule magiche per essere immune da questa continua pressione, solo ammettere che non si può piacere a tutti; capire che non possiamo scegliere tutte le persone con cui interagiamo e che fra di esse molte faremmo bene ad ascoltarle e molte dovremmo cercare di azzittirle, più o meno esplicitamente.

Definendo i nostri valori e la nostra etica, ed assoggettare ad essi il nostro operato, ci farà sentire al riparo dai giudizi.

Il bisogno di non sbagliare mai

è collegato alla forma di perfezionismo precedente. In più ci fa sentire dei superuomini. Ci piacerebbe azzeccarle tutte, nelle relazioni, per avere sempre ragione, sul lavoro, per essere considerati i migliori e magari aumentare le nostre quotazioni ed il nostro stipendio.

Ma non si cresce senza errori. Nelle relazioni è più importante non sbagliare mai o dimostrare la propria forza riuscendo ad ammettere i propri errori?

Nel lavoro è più importante saper dare il giusto valore agli errori commessi ed imparare da essi o non sbagliare mai?

Il bisogno di non essere mai rimproverati

In un altro post avevo parlato di frasi che ci ricorderemo per sempre e che a volte influenzano più o meno consciamente le nostre scelte. Un’altra frase che ricordo, è stata pronunciata da una mia collega: stava osservando come uno fra noi dipendenti dell’azienda, tra l’altro molto giovane, avesse l’inusuale primato di non essere mai stato rimproverato dal capo; questa osservazione fu fatta tra l’altro subito dopo che proprio io avevo ricevuto, per così dire, uno sciampo dal boss, anche se di capelli ho avuto sempre pochi.

A parte il reale valore del collega in questione, questa osservazione mi ha sempre condizionato in qualche modo, al punto che in ogni azienda in cui ho lavorato ho sempre cercato di mettere io questo record (non dirò mai se e quando ci sono riuscito!).

Va bene essere motivati ad essere sempre all’altezza della situazione, ma il più delle volte è una necessità che porta a dei risultati quantomeno… fuorvianti:

  • discostarsi da ciò che in realtà è lo scopo del tuo lavoro per essere il più possibile vicino ai desideri di chi ti giudica, che non sempre sono del tutto in linea con l’obiettivo finale, tuo e dell’azienda;
  • cercare di dare la colpa ad altri per i propri errori;
  • vivere con la costante inquietudine di un rimprovero o di un semplice richiamo.

Il consiglio da uno che ha sbagliato tante volte e che è stato rimproverato altrettante?

Nessuno, vivi tranquillo, la maggior parte delle volte dopo che uno si sfoga contro di te poi si rilassa e magari troverà anche degli aspetti positivi in quello che hai fatto e potrà trarne.

Una forma di perfezionismo tutta mia, almeno credo: sfruttare a tutti i costi gli studi universitari

Non so se può dirsi perfezionismo, ma se ci rifletti riguarda il desiderio di far quadrare per forza tutto. Forse ci sei passato e hai difficoltà a pensare ad un lavoro che non riguardi, almeno apparentemente, quello che hai studiato all’università, oppure ti sei lasciato sfuggire o non hai neanche fatto caso ad occasioni di lavoro che non riguardavano quella qualifica per la quale hai speso dei soldi e che stato così difficile ottenere.

Certo impegnarsi in un percorso costoso in termini di tempo e soldi e poi non sfruttarlo appieno può essere una fonte di frustrazione, ma la nostra creatività a volte può ci fa creare anche scenari ed opportunità non pianificate.

Bisogna capire che non c’è niente di male ad immaginare una vita lavorativa diversa da quella a cui crediamo di essere destinati solo in virtù di una scelta di studi.

Piuttosto è importante guardarsi intorno con un occhio più attento a tutte le opportunità, che forse ci allontanano dai mestieri classici, ci portano a reinventarci di tanto in tanto o a diventare imprenditori.

L’importante è alimentare la passione per la risoluzione dei problemi e dare valore alle persone che ci ripagheranno per questo, anche se non abbiamo rispettato il sogno che avevamo qualche anno prima, in fondo nessuno è perfetto.

Spero che questo post ti faccia riflettere sul fatto che magari non sia il caso di riconsiderare le tue priorità, ed agire sulla base delle tue priorità e non di quelle degli altri di cercare di non farti sfuggire delle occasioni solo perché sei in attesa che… tutto si a perfetto.

Un’altra cosa, mi piacerebbe che condividessi questo post se ritieni che possa essere interessante o stimolante per qualche tuo amico e, un ultimo favore, mi racconteresti nei commenti in che modo senti di essere perfezionista e se questo ti è utile o no?

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